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"Un Pirandello in Beckett". Giancarlo Cauteruccio, regista di "Uno, nessuno e centomila", in scena domani e mercoledì al "Rendano" spiega così il suo primo allestimento dedicato al drammaturgo siciliano

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"Un Pirandello in Beckett". Giancarlo Cauteruccio, regista di "Uno, nessuno e centomila", in scena domani e mercoledì al "Rendano" spiega così il suo primo allestimento dedicato al drammaturgo siciliano
09-01-2012


Il regista cosentino Giancarlo Cauteruccio, grande innovatore della scena teatrale italiana, da 35 anni alla guida della compagnia “Krypton” e da 20 direttore del “Teatro Studio” di Scandicci dove ha creato una vera e propria residenza artistica, firma la regia di “Uno, nessuno e centomila” di Luigi Pirandello, lo spettacolo in scena al Teatro “Rendano”, domani, martedì 10 gennaio (ore 20,30) e in replica mercoledì 11 gennaio (sempre alle 20,30).
Si tratta del secondo titolo del cartellone della stagione di prosa del teatro di tradizione cosentino, curato dalla responsabile artistica Isabel Russinova.
Cauteruccio affronta per la prima volta la scrittura pirandelliana, scegliendo un romanzo e non una scrittura teatrale, grazie anche all’adattamento che ne ha fatto Giuseppe Manfridi.
L’interprete principale è Fulvio Cauteruccio nel ruolo di Vitangelo Moscarda, il giovane banchiere siciliano, protagonista del romanzo pirandelliano, che tenta di ricostruire la sua esistenza affrancandola dai condizionamenti imposti dalle convenzioni, alla ricerca del vero sé, possibile solo attraverso un atto di libertà.
Lo affiancano sul palcoscenico Monica Bauco (nel ruolo dell’amante Anna Rosa) e la giovane attrice Laura Bandelloni (la moglie Dida). Gli altri ruoli sono presenze incorporee, le voci off di Irene Barbugli, Roberto Gioffré, Riccardo Naldini, Carlo Salvador e Tommaso Taddei. La scena, invece, un luogo metafisico abitato da voci ed oggetti, porta la firma di Loris Giancola.
Spiegando la genesi di tutta l’operazione Giancarlo Cauteruccio indica nel compianto Maurizio Grande, docente, negli anni ’80, di Storia dello spettacolo all’Università della Calabria e tra i fondatori del Dams, a quei tempi secondo in Italia, il vero ispiratore di questo allestimento che alla “Pergola” di Firenze dove è stato rappresentato nel marzo dello scorso anno, ha totalizzato in cinque serate circa quattromila spettatori.
“Maurizio Grande – ricorda Cauteruccio - un giorno mi disse: devi fare un lavoro tra Pirandello e Beckett. Io a quei tempi ero anche un po’ giovane ed avevo sinceramente un po’ paura di approcciare questo tema e lui, invece, mi scrisse un testo che si chiamava proprio “Gran teatro Beckett”, incentrato proprio su un dialogo tra Pirandello e Beckett, gli unici due personaggi della pièce.
Nel momento in cui ho iniziato a pensare di mettere in scena un Pirandello non sono andato a cercarmi una sua drammaturgia, ma sono partito dal romanzo, “Uno nessuno e centomila”, il grande romanzo pirandelliano che è a mio parere l’opera che sintetizza tutto il suo percorso e nella quale tutte le sue creature si palesano. Uno straordinario racconto che è anche una sorta di diario di Luigi Pirandello.Non ho fatto altro che mettere in relazione quel vecchio sogno, unire Beckett e Pirandello, tant’è vero che Anna Rosa, uno dei personaggi, diviene, proprio per le caratteristiche che porta con sé, una figura che è fondamentale in Beckett e cioè la Winnie di “Giorni Felici”.
Ma non è solo il riferimento a “Giorni Felici” che evoca Beckett in questo Pirandello targato Cauteruccio. Le voci off, infatti, ricordano molto da vicino anche “L’ultimo nastro di Krapp”, sempre di Beckett e ancora uno dei cavalli di battaglia storici di “Krypton”.
“La voce off – dice ancora Giancarlo Cauteruccio - è un linguaggio di derivazione beckettiana e quindi forse “l’Ultimo nastro di Krapp” è l’esempio più calzante, ma molta voce off esiste anche in opere minori di Beckett. Filtrare Pirandello attraverso Beckett ha dato un ottimo risultato e questo dimostra che si possono mettere in scena i classici, ma senza dimenticare che il teatro è un’arte, e cioè che il teatro non può diventare spettacolo, come spesso sta avvenendo in Italia, e che non si può adattare la grande drammaturgia allo spettacolo leggero. Bisogna avere il coraggio di entrare nelle viscere di un testo, ma di entrare anche nelle viscere di un autore.”
La “prima” di “Uno, nessuno e centomila” al “Rendano” di Cosenza sarà preceduta domani, martedì 10 gennaio, alle ore 18,00, nella Sala “Quintieri”, dal consueto incontro con i protagonisti degli spettacoli in cartellone. Giancarlo e Fulvio Cauteruccio, e gli altri attori della compagnia “Krypton” incontreranno il pubblico e la stampa, insieme alla responsabile artistica della stagione di prosa Isabel Russinova.
Alla chiacchierata informale, che precederà di qualche ora la “prima” dello spettacolo, parteciperanno anche l’Assessore alla formazione della coscienza civica e alla scuola Marina Machì e il consigliere comunale Maria Lucente, componente della Commissione Cultura di Palazzo dei Bruzi.








 

Autore: Giuseppe Di Donna

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